LE ORIGINI. LA STORIA DELLA “CASINA” E DELLA MASSERIA DI BAULI

Il primo caseggiato, di origine cinquecentesca, era appartenuto ai primi feudatari e presentava una torre quadrata, le case dei mandriani, con il baglio, le “mandrie”, ed era un munito di un muro di cinta: vi abitarono periodicamente e in successione le nobili famiglie Branciforti, Deodato e Trigona, ma soprattutto i loro gabelloti con i braccianti “annalori”. Questo complesso, che nel tempo era quasi in rovina, fu completamente rifatto da don Michele Iudica con articolati lavori, dando vita ad un nuovo e unitario complesso architettonico tardo settecentesco, simile, nell’impianto, alle tante masserie ottocentesche iblee.

Acquistando, col consenso del re il feudo e il caseggiato di Baulì, nel 1774 dalla famiglia Trigona di Noto, don Michele acquisì anche il titolo di barone di Baulì e il diritto all’arme gentilizia. Don Michele volle ristrutturare la casina e masseria completando i lavori nel 1794. I lavori furono affidati al capomastro palazzolese don Santo Farina: in data 24 Agosto 1794 don Santo dichiara di aver ricevuto l’enorme somma di onze 2238 per la costruzione di un edificio del barone don Michele Iudica nel feudo di Baulì posseduto dal detto barone. Egli dichiara di aver costruito: la casina: con due dammusi, con due camere di sopra, un camerino e cucina, altre due camere, due grandi magazzini, una guardiola con scala e suo campanile per il campiere, un portone con un ingresso a galleria, una scuderia, due grandi fienili, una chiesa, due case di mandra, alcune grotte con scala tagliata nel vivo sasso per uso dei caprai, il pavimento e il recinto per il magazzino antico, i pilieri per il pergolato, acquedotti e l’abbeveratoio. Insomma la gran parte della Masseria di Baulì quale la vediamo oggi.

Nel 1915 fu costruita l’artistica “voliera”, che ospitava a piano terra il pollame e al piano superiore i volatili in transito nella notte, la loro carne era molto richiesta dai padroni. Nel 1947 il cavaliere Aurelio Iudica, ultimo di questo nome a possedere il feudo, costruì la grande stalla e il magazzino grande, con la fontana e abbeveratoio esterno. Dai Iudica la casina e il feudo sono passati agli attuali proprietari, la famiglia Corsino: e la storia continua. Un altro Michele ha rifondato masseria, casina e feudo!

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